Per i Casinò italiani misure anche nel def

Dopo un quadro assai problematico dei casinò italiani, il Governo torna ad occuparsi di società partecipate dagli enti locali e, quindi, anche quelle che gestiscono le quattro Case da Gioco tricolori e nel tanto nominato Def di questi giorni si legge come “per quanto riguarda le aziende pubbliche partecipate, si attueranno, a valle della valutazione dei piani di razionalizzazione consegnati dai singoli enti locali, interventi legislativi mirati a un’ulteriore razionalizzazione e miglioramento dell’efficienza delle aziende partecipate”. Da questo si potrebbe anche ipotizzare la nascita di una società unica di gestione dei quattro casinò, sia statale con partecipazione dei Comuni o viceversa. Il Def si dilunga anche sulla riforma delle partecipate non senza ricordare che la “Legge di Stabilità 2015 stabilisce un incentivo agli enti locali (ed altri enti pubblici proprietari di partecipate) a vendere le partecipate consentendo loro di utilizzare le risorse derivanti dalla vendita per investimenti”.

La legge richiede la presentazione di un piano di razionalizzazione delle partecipate seguendo linee guida tipo la chiusura di partecipate senza dipendenti o con numero di amministratori superiore al numero di dipendenti, l’aggregazione delle aziende dei servizi locali volta ad incrementarne l’efficacia. A Venezia l’opera di riorganizzazione delle partecipate è già stata avviata: il commissario prefettizio Vittorio Zappalorto ha più che dimezzato il loro numero e per quanto riguarda la società che controlla al 100% il gioco è stata disposta la sostituzione dell’attuale consiglio di amministrazione con un unico amministratore. Forse “i giochi” per i casinò tricolore… sono iniziati: rien ne va plus.