I nuovi distanziometri per i giochi d’azzardo

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Non c’è nulla da ridire! La Regione Veneto si vuole assolutamente differenziare nella sua lotta contro il gioco d’azzardo e vuole emergere nelle sue prese di posizioni “ferme e determinate”. Il risultato? Non più 500 metri dai luoghi sensibili per i distanziometri, ma bensì 1000 metri… che è una follia, ma forse solo per chi scrive! Non c’è dubbio che le sale gioco ed, in ogni caso, le apparecchiature da intrattenimento avranno vita assai difficoltosa e complicata in attesa di quel “qualcosa” che dovrebbe sortire dalle “beneamata” Conferenza Unificata che metta fine a questo stillicidio di norme regionali e comunali che contornano il mondo del gioco d’azzardo lecito.

Si parla, ora, di Padova: il Consiglio comunale ha approvato il nuovo regolamento dei giochi e dei casino con bonus che contiene tra l’altro “un distanziometro” che vieta l’installazione di slot a meno di mille metri dai luoghi sensibili e la concessione di sgravi fiscali agli esercenti che si dimostreranno “virtuosi” non installando, oppure eliminando, dai propri esercizi gli apparecchi da intrattenimento. Il Consiglio comunale ha rivisto il regolamento in essere e consente, conseguentemente, l’apertura di nuove sale giochi nella zona industriale, quella a nord della città, previa “presentazione di un progetto specifico approvato dalla Giunta” che dovrà contenere un articolo specifico che prevede una distanza di almeno 1000 metri che vanno a sostituire gli attuali 500 metri dai luoghi sensibili.

Segue, naturalmente, un dettagliato elenco dei cosiddetti luoghi sensibili e, sempre nell’attuale regolamentazione, si inserisce l’inibizione di apertura di sale giochi nel raggio di 100 metri da sportelli bancari, postali o bancomat, agenzie di prestito o pegno, o da attività in cui si eserciti l’acquisto di oro, argento od oggetti preziosi. Ma quello che desta più perplessità sono due elementi: la collocazione delle “novelle sale da gioco” in periferia/zona industriale ed i 1000 metri che sembrano veramente un paradosso, ed anche un grande paradosso.

Altre limitazioni inserite nel regolamento comunale di Padova in realzione anche alla possibilità di giocare nei casino online legali prevedono il divieto di sale da gioco negli immobili di proprietà o gestione dell’amministrazione comunale ed anche l’installazione di apparecchiature da intrattenimento con vincita in danaro negli esercizi per la somministrazione di bevande esistenti all’interno di istituti scolastici ed universitari etc etc… Ovviamente, a chi rinuncia ad installare le famigerate macchinette, potranno essere concessi agevolazioni relativamente alla concessione “del plateatico”. Rimane, invece, invariato l’orario di accensione degli apparecchi (che è già abbastanza ridotto): dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 22:00.

Che dire… disposizioni severe, assai limitative, sia nel luogo che nei tempi ma le Regioni ed i Comuni hanno, ora, questo potere (concesso dallo Stato) e sino a quando sarà così, gli operatori del gioco lecito pubblico dovranno “soggiacere” a queste norme, od altrimenti dovranno decidere di “fare il salto di rete” e passare al gioco illecito e si potrebbe anche dire che la “sollecitazione è tanta” e le riflessioni se convenga o meno essere legali si fanno via via sempre più forti visto che forse “il gioco non vale la candela”!

Non si è parlato anche delle sanzioni in merito ai casino affidabili: l’inosservanza dell’orario dettato dal regolamento comunale sui giochi costerà alla sala giochi 500 euro che scende a 300 euro per quello degli apparecchi negli esercizi, mentre costerà 100 euro la mancata osservanza dell’obbligo di esporre all’esterno del locale il cartello indicante l’orario di apertura e di funzionamento delle apparecchiature.