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Due belle e coinvolgenti slot si affacciano per i giocatori online e sono portate da World Match, leader nelle soluzioni di gioco per gli operatori di casinò online: Arena de Toros HD e SuperHeroes HD, estremamente innovative nella grafica e nei colori, coinvolgenti come sono le slot di questa azienda, così apprezzata per i suoi prodotti avveniristici e sempre di estrema attualità. Chi viaggia in rete conosce World Match e sa che quando mette in circolazione qualcosa è subito da vedere, senza ombra di dubbio, e così sarà con le due novità di questi giorni.

La slot Arena de Toros HD, presente in molti casino online aams, è una slot con layout 5×3 con 20 linee di puntata che, naturalmente, coinvolgerà i giocatori nell’atmosfera sempre affascinante, almeno per alcuni, delle corride più grandiose. Si sa che il torero vuole sconfiggere il toro, oppure arrivare dritto a conquistare il cuore della splendida “bailaora”, e durante il Bonus Game riceverà un bacio “mucho” appassionato e questo farà guadagnare ai giocatori vincite ulteriori ed aggiuntive. Free Spin, Wild e Stacked Wild renderanno questo gioco una esperienza ancora più ricca, coinvolgente e travolgente.

SuperHeroes HD, secondo anche un sito ben informato sui casino online, ha tutte le carte in regola per diventare una slot “di punta” per i casinò online: il layour 5×4 in perfetto stile comics è ancora più arricchito da features come il Wild, il Free Spin e, sopratutto, il Bonus Game con una speciale mini slot. Se al termine dello spin sulla mini slot che si è indicata prima sarà apparso il volto di uno dei famosi supereroi, il fortunato giocatore otterrà un payout extra. Con la transazione dalla tecnologia Flash all’HTML5, World Match ha tutta l’intenzione di arrivare ad essere l’unica piattaforma di sviluppo per i giochi desktop ed affiancare la tecnologia nativa iOS ed Android per quelli per mobile. E come si fa a non avere la curiosità di conoscere questa innovazione? È praticamente impossibile non curiosare… non fosse altro per questa “nuova tecnologia”!!

Come si può aver percepito da queste poche righe di presentazione e dalle opinioni casino online, per non togliere la curiosità che ci deve essere quando viene presentata una nuova scintillante slot machine, sono due novità destinate a diventare le “più gettonate e richieste” anche per tutto il contorno che accompagna le loro storie ed il loro gioco. Ormai, i giocatori online sono estremamente esigenti, i produttori lo sanno e stanno facendo di tutto per rendere i giochi il più avveniristico ed il più sorprendente possibile e non vi è dubbio, che World Match ci riesce… ed alla grande.

Si può solo riferire un breve commento sulla tecnologia di queste due nuove slot: “La tecnologia nativa consente di impreziosire le slot con grafica ed animazione molto coinvolgenti, ma ha un limite dato che l’accesso all’Apple Store di ciascun Paese è riservato ai soli operatori che detengono la licenza del Paese specifico. L’HTML5, oltre ad essere la piattaforma ideale per il mobile, consente agli operatori .com attivi trasversalmente su più mercati di far fronte a questa restrizione”. Ovviamente, l’obbiettivo di World Match è quello di mettere ognuno nelle condizioni di operare la scelta migliore, relativamente al mercato in cui si trova e, sopratutto, in relazione al target al quale si vuole rivolgere.

riciclaggio e gioco d'azzardo

Filippine: l’indagine svolta sugli 81 milioni di dollari “rubati” dai conti della Banca Centrale del Bangladesh per giocare al casino, ed incanalati attraverso operatori locali di casinò, si sono fermate bruscamente dopo che due dei senatori che conducono l’inchiesta hanno perso le loro campagne elettorali. Ecco, quindi, che le elezioni nelle Filippine hanno avuto un contraccolpo ridondante sull’indagine dei dollari riciclati nei casinò. Questa indagine era arrivata ad un buon punto con notevoli progressi: l’operatore di casinò junket Kam Sin “Kim” Wong aveva trasformato in qualche milione 450 milioni di peso filippini, pari a circa 9.54 milioni di dollari, alcune settimane fa. Ma con le elezioni, tutto si ferma e rimane in stand-by anche se sembra abbastanza assurdo.

L’indagine svolta… è una grossa e rilevante indagine, arrivata già ad un “buon punto di sviluppo” ed è veramente un peccato che tutto si debba fermare! Il Presidente del Comitato Teofisto D.Guingona III, che ha perso il suo posto al Senato nelle elezioni tenutesi di recente, ha rilasciato una dichiarazione ai media locali nella quale si afferma che i legislatori avevano bisogno “solo di redigere le sue modifiche consigliate alle leggi che riguardano i depositi bancari” in particolare relativamente alla legge anti-riciclaggio di danaro del Paese, la legge sul segreto bancario e la legge sui depositi in valuta estera.

Guingona ed anche il sito con notizie sui casino ha aggiunto che la Commissione redigerà il rapporto nei prossimi giorni ed il tutto sarà trasmesso al nuovo gruppo di Legislatori alla prossima sessione del Congresso e che, a causa dei vincoli di tempo, si deve “concludere e fare un rapporto del Comitato. In ogni caso, almeno quello, le udienze non si fermano dato che dovrebbero rendere il tutto molto trasparente e dopo le udienze, il “ramo esecutivo continuerà nuovamente a recuperare il danaro”. Si può dire che si viva, come detto, in una sorta di semi stand-by: la giustizia va avanti, ma non troppo. Si recupererà il danaro, ma con calma ed i “tempi tecnici” relativi alle elezioni.

Si potrebbe azzardareanche secono un elenco casino online, che “ogni mondo è Paese”, e questo senza apparire troppo severi! Sembra onestamente una indagine che avrebbe dovuto svolgersi in modo pieno e completo dati gli importi ed il settore coinvolto, ma tant’è… In pratica, la Commissione del Senato ha tenuto sette udienze in totale, dallo scorso mese di marzo, ed è riuscita a trovare le tracce della maggior parte del danaro riciclato: rimangono solo 17 milioni dispersi in relazione ai totali 81 milioni di dollari e, quindi, un ottimo risultato. Se si poteva continuare ad indagare ora, probabilmente il risultato positivo generale sarebbe stato raggiunto con una certa facilità.

Secondo l’Antiriciclaggio, Wong (“imputato”) ha restituito un totale di 15 milioni di dollari, 21 milioni di dollari sono ancora nei casinò ed altri 28 milioni di dollari del Solaire Resort and Casino sono ancora in attesa che arrivi la decisione della Corte Suprema in merito all’ordine di congelamento. Wong ha dichiarato ai Legislatori che i 17 milioni di dollari mancanti sono un credito con l’azienda Philrem Services Inc. che i dirigenti della stessa società continuano a negare. Il Dipartimento ha presentato un progetto di legge che includerà i casinò nell’elenco degli enti coperti dall’Anti-Money Laundering Act.

futuro del gioco d'azzardo

La prima data della Conferenza Unificata, i primi di maggio, non ha fatto certamente molto parlare di sé, mentre al contrario prima che l’evento avvenisse si erano spesi fiumi di parole e di speranze che proprio in quella data “qualcosa” doveva per forze “accadere”. Così, naturalmente, non è stato ed è stato fissato per questa settimana un nuovo incontro con un tavolo tecnico promosso allo scopo di mettere proprio nero su bianco un provvedimento definitivo in merito anche ai migliori casino online. Quello che sta emergendo, senza ombra di dubbio, è che il futuro del mondo del gioco deve passare “attraverso i Comuni”, perché inevitabilmente il fulcro delle decisioni che il Legislatore prenderà sarà la questione territoriale.

Questione territoriale che in questi anni ha creato notevoli ed importanti disagi agli operatori del gioco che sperano possa davvero emergere un cambiamento generale dalla Conferenza Unificata, pur vivendo in un clima di confusione immensa in cui si trovano a dover operare gli addetti al gioco pubblico. Questione territoriale che il Governo è chiamato a risolvere all’interno delle riforme che la squadra di Matteo Renzi ha messo “sul piatto” a mezzo della Legge di Stabilità di quest’anno.

L’offerta maggiore del gioco d’azzardo su google+ sul nostro territorio è costituita dal gioco “fisico” e, quindi, viene distribuita attraverso i locali pubblici, e per questo motivo la Conferenza Unificata dovrebbe avere il compito di cercare una soluzione definitiva che metta d’accordo una volta per tutte lo Stato centrale con tutte le sue diramazioni territoriali per la regolamentazione dei giochi. Certo che la “quadratura del cerchio” non sarà facile da raggiungere ma dovrà essere fatta anche in rispetto per le parti sociali, possibilmente sostenibile per l’industria del gioco dato che in ballo ci sono anche migliaia di posti di lavoro di cui l’Esecutivo dovrà assolutamente tenere in debito conto.

La sensazione, comunque, che si percepisce anche leggenso la lista casino aams finora è quella che l’esigenza principale sia quella di guadagnare tempo in attesa di conoscere i risultati delle elezioni amministrative che potrebbero mutare gli equilibri ed il contesto nel quale si dovrà intervenire. Purtroppo questo significa, anche, che bisognerà attendere gli eventuali ballottaggi e questo comporterà ancora una perdita di altri trenta giorni prima di avere un “qualsivoglia verdetto” per gli operatori che attendono da tempo i bandi di gara per il rinnovo e l’assegnazione delle nuove concessioni: bandi che non si potranno espletare senza l’accordo tra Stato, Regioni ed Enti Locali.

Si deve, in verità, anche sottolineare che la questione territoriale non è cosa che interessa solo l’industria del gioco, ma ad attendere la soluzione riformistica vi sono anche le stesse istituzioni che si augurano di cuore che si arrivi ad un raccordo tra le norme locali e quelle delle Regioni. Questa situazione infatti ha causato non pochi ricorsi ai banchi dei Tribunali Amministrativi di tutto il nostro Bel Paese se non addirittura l’intervento a volte della Consulta. Ovvio, quindi, che le istituzioni si attendano qualcosa di positivo che finalmente metta un punto fermo su tante norme fatte Regione per Regione e Comune per Comune… e questo non è chiaramente più sopportabile. Sarà opportuno conoscere quanto prima la linea che il Governo vorrà intraprendere in modo da avere un settore ed uno scenario identico su tutta la Penisola ed un mondo del gioco idoneo alla realtà in cui si sta vivendo.

direttore casino di venezia

Da che mondo è mondo l’esperienza lavorativa è stata il fulcro attorno al quale, chi ne aveva in abbondanza, la poteva sfruttare abilmente a proprio favore per intraprendere una carriera più remunerativa ed appagante. Nel settore dei casinò non ci sono tante figure che possano annoverare esperienze precedentemente fatte in altri luoghi perché le Case da Gioco sono poche, anzi si contano sulle punte delle dita: non per Eros Ganzina, nuovo direttore generale del Casinò di Venezia, approdato in questa situazione dopo aver gestito brillantemente il Portomaso di Malta, ultima esperienza in ordine di tempo, che ha veramente tanta “voglia di fare” per la Casa da Gioco lagunare.

Le credenziali di questo nuovo direttore che si occupera anche del casino online fanno assolutamente ben sperare in una ottima gestione di questa prestigiosa Casa da Gioco tricolore, ed ugualmente il carattere e la grinta di questo personaggio fanno guardare al futuro del Casinò di Venezia con un’ottica finalmente “illuminata”. Granzina ha fatto tantissima esperienza all’estero e tutto ciò che ha acquisito in altri luoghi lo vuole mettere in pratica sul nostro territorio per portare Venezia ai “fasti” di un tempo, naturalmente in modo ultra-moderno ed organizzato.

Certamente, il prestigio del Casinò di Venezia è un grande incentivo per chiunque per far mettere in gioco tutta la professionalità e l’esperienza maturata negli anni, ed il percorso che Eros Granzina ha effettuato in quasi vent’anni all’estero, lo ha fornito di un bagaglio estremamente utile e profondo che può far affrontare la situazione di Venezia “con un’ottica particolarmente vasta”. Essere stato a contatto diretto con culture diverse, organizzazioni e metodi differenziati e con giurisdizioni completamente diverse non farà altro che aumentare la sua sicurezza ed il suo know how che metterà, naturalmente, a disposizione di questa ultima sfida che sta affrontando con tanto entusiasmo.

Il Casinò di Venezia, anche secondo twitter casino online, è una struttura certamente molto complicata e complessa anche perché vi sono presenti diverse peculiarità da rispettare. Granzina si farà forte dell’esperienza maltese, che è stata fondamentale nel suo percorso lavorativo, per mettere in atto eventi e progetti importanti a mezzo di un team che rispecchierà quello nel quale lavorava a Malta e che ha dato la possibilità di ottenere successi sempre più eclatanti. La formazione di Malta rientra in un concetto “di casinò moderno” dove si possono sviluppare diverse modalità di gioco e dove si deve intrattenere un rapporto con le autorità locali sempre più stretto perché questo farà ottenere ottimi risultati.

Una cosa, però, estremamente importante che differenzia i Casinò di Malta e le slot machine gratis da quello di Sanremo è che là i Casinò maltesi sono privati, mentre quelli italiani sono pubblici. Quindi, si parla onestamente “di un altro mondo”, dove l’interlocutore non è la proprietà, ma bensì il Comune oppure la Regione che devono rispondere poi alla cittadinanza. Inevitabilmente questo cambia tanti meccanismi che, nel caso del casinò pubblico, diventano più complicati, mentre

a volte diventano magari più semplici quando si parla di programmi di sviluppo, oppure di iniziative da realizzare. Inoltre, i casinò tricolore sono molto più strutturati legalmente ed hanno tutele lavorative assolutamente diverse. Anche la tassazione è differente: sull’isola dei Cavalieri il prelievo è diretto sugli incassi, in Italia invece ci sono accordi con Comuni e Regioni per un prelievo diretto in percentuale diversa. Si vedrà se questo paragone con Malta sarà foriero di “qualcosa di interessante” per il Casinò di Venezia.

casino di venezia

Venezia rappresenta una città meravigliosa, piena di cultura, accogliente che ogni anno “ospita” un numero infinito di turisti che vi si recano per ammirare le sue bellezze naturali ed i monumenti che fanno di questa città una delle più belle al mondo. Lì esiste un’aria romantica, particolarmente dedita ad essere affascinata da tanta bellezza particolare e lì, senza ombra di dubbio, i visitatori sono rapìti da questa atmosfera così particolare ed il divertimento diventa dopo uno sguardo attento alle bellezze che contornano le sue “calli” uno strumento indispensabile per passare ore spensierate che contribuiscono a contornare così tanta bellezza.

Venezia, quindi, ha il proprio Casinò ed il proprio casino online legale aams frequentato anche da tantissimi visitatori-turisti oltre che dai consueti giocatori che entrano nel mondo del gioco d’azzardo attirati dalla casa da gioco e dalla sua raffinatezza. Posto che queste poche righe offrano della città lagunare un’immagine forse un poco stereotipata, si vuole affrontare piano piano il tema del gioco che si svolge in questa location. Non vi è più dubbio che il Veneto faccia veramente di tutto per osteggiare il gioco terrestre (a parte il Casinò naturalmente che segue una “legge a parte”) in ogni modo e maniera che sia consentito dalle norme vigenti e, quindi, dopo aver “allungato il distanziometro” dai luoghi sensibili sino a 500 metri ora Venezia “attacca” le sale da gioco e gli esercizi che ospitano all’interno le “famigerate macchinette”.

Come si è detto nelle prime righe, Venezia è sempre piena di turisti che vogliono cogliere l’occasione di una visita culturale e di giocare al casino online, abbinandolo anche a qualche ora di divertimento con il gioco: ed allora perché le sale dovrebbero chiudere alle ore 20:00 (con spegnimento delle slot alle 19,30), orario che sembra alquanto riduttivo per qualsiasi visitatore che magari dopo cena vuole cimentarsi con qualche giocata divertente? Sembra davvero incomprensibile che la Prefettura di Venezia abbia dato il via a questo regolamento veramente riduttivo nei confronti del gioco d’azzardo lecito, proprio in questa stagione che va verso l’estivo e che può portare alla città risorse importanti.

Ma così è e dopo tanti mesi di lavoro del tavolo tecnico che ha riunito i rappresentanti della Regione Veneto, Anci, Comuni di San Donà di Piave e Venezia, Forze dell’Ordine, Confesercenti, Associazione Avviso Pubblico ed i Sert elle Ulss, si è presentato il nuovo regolamento sulle sale e sugli apparecchi da intrattenimento che verrà messo in “funzione” dai Comuni della Provincia che vi vorranno aderire. Fulcro di questo nuovo regolamento: distanziometro di 500 metri e limitazioni orarie comprese tra le 10:00 e le 13:00 e tra le 17:00 e le 20:00 tutti i giorni, compresi i festivi, per le sale da gioco. Per gli apparecchi da intrattenimento comma 6, possono essere funzionanti tra le 12:00 e le 19:30 ed al di fuori di questa fascia dovranno essere spenti e disattivati.

Anche in questo regolamento realtivo ai migliori siti di casino, come in tanti altri, si “espandono i luoghi sensibili” e sinceramente arriverà un momento che non si saprà proprio dove “mettere” le attività che si vorrebbero occupare di gioco: forse solo ed unicamente in zone industriali e decentrate per non dare “fastidio ai cosiddetti luoghi sensibili”. Insomma una sorta di permesso di agire non dandone assolutamente la possibilità, a meno che chi vuole aprire una attività di gioco voglia solo “rischiare quattrini” senza ricavarne nulla in cambio!

distanziometro gioco d'azzardo

Non c’è nulla da ridire! La Regione Veneto si vuole assolutamente differenziare nella sua lotta contro il gioco d’azzardo e vuole emergere nelle sue prese di posizioni “ferme e determinate”. Il risultato? Non più 500 metri dai luoghi sensibili per i distanziometri, ma bensì 1000 metri… che è una follia, ma forse solo per chi scrive! Non c’è dubbio che le sale gioco ed, in ogni caso, le apparecchiature da intrattenimento avranno vita assai difficoltosa e complicata in attesa di quel “qualcosa” che dovrebbe sortire dalle “beneamata” Conferenza Unificata che metta fine a questo stillicidio di norme regionali e comunali che contornano il mondo del gioco d’azzardo lecito.

Si parla, ora, di Padova: il Consiglio comunale ha approvato il nuovo regolamento dei giochi e dei casino con bonus che contiene tra l’altro “un distanziometro” che vieta l’installazione di slot a meno di mille metri dai luoghi sensibili e la concessione di sgravi fiscali agli esercenti che si dimostreranno “virtuosi” non installando, oppure eliminando, dai propri esercizi gli apparecchi da intrattenimento. Il Consiglio comunale ha rivisto il regolamento in essere e consente, conseguentemente, l’apertura di nuove sale giochi nella zona industriale, quella a nord della città, previa “presentazione di un progetto specifico approvato dalla Giunta” che dovrà contenere un articolo specifico che prevede una distanza di almeno 1000 metri che vanno a sostituire gli attuali 500 metri dai luoghi sensibili.

Segue, naturalmente, un dettagliato elenco dei cosiddetti luoghi sensibili e, sempre nell’attuale regolamentazione, si inserisce l’inibizione di apertura di sale giochi nel raggio di 100 metri da sportelli bancari, postali o bancomat, agenzie di prestito o pegno, o da attività in cui si eserciti l’acquisto di oro, argento od oggetti preziosi. Ma quello che desta più perplessità sono due elementi: la collocazione delle “novelle sale da gioco” in periferia/zona industriale ed i 1000 metri che sembrano veramente un paradosso, ed anche un grande paradosso.

Altre limitazioni inserite nel regolamento comunale di Padova in realzione anche alla possibilità di giocare nei casino online legali prevedono il divieto di sale da gioco negli immobili di proprietà o gestione dell’amministrazione comunale ed anche l’installazione di apparecchiature da intrattenimento con vincita in danaro negli esercizi per la somministrazione di bevande esistenti all’interno di istituti scolastici ed universitari etc etc… Ovviamente, a chi rinuncia ad installare le famigerate macchinette, potranno essere concessi agevolazioni relativamente alla concessione “del plateatico”. Rimane, invece, invariato l’orario di accensione degli apparecchi (che è già abbastanza ridotto): dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 17:00 alle 22:00.

Che dire… disposizioni severe, assai limitative, sia nel luogo che nei tempi ma le Regioni ed i Comuni hanno, ora, questo potere (concesso dallo Stato) e sino a quando sarà così, gli operatori del gioco lecito pubblico dovranno “soggiacere” a queste norme, od altrimenti dovranno decidere di “fare il salto di rete” e passare al gioco illecito e si potrebbe anche dire che la “sollecitazione è tanta” e le riflessioni se convenga o meno essere legali si fanno via via sempre più forti visto che forse “il gioco non vale la candela”!

Non si è parlato anche delle sanzioni in merito ai casino affidabili: l’inosservanza dell’orario dettato dal regolamento comunale sui giochi costerà alla sala giochi 500 euro che scende a 300 euro per quello degli apparecchi negli esercizi, mentre costerà 100 euro la mancata osservanza dell’obbligo di esporre all’esterno del locale il cartello indicante l’orario di apertura e di funzionamento delle apparecchiature.

nullaosta gioco d'azzardo

Il “basket di sistema”, anche questa seconda settimana ha prodotto una bella disponibilità di Noe relativi anche per giocare al casino online, sempre 180 per ogni concessionario e quindi per un totale complessivo di 2340 titoli autorizzatori, finiti appunto in questo “serbatoio, dove confluiscono tutti i diritti che decadono in seguito al mancato utilizzo da parte degli operatori. Il numero, però, di questi Nulla Osta di Esercizio (Noe) continua ad essere assolutamente inferiore rispetto alle esigenze degli operatori, anche se nella prima settimana del “basket”, il serbatoio non è stato completamente svuotato dai concessionari e questo significherà senza ombra di dubbio “qualcosa” di forse anomalo nell’atteggiamento degli addetti ai lavori.

Per il mese corrente si contava sulla disponibilità di circa novemila unità, mentre fino ad oggi ne sono stati resi disponibili soltanto 4700: questa differenza e questa discrepanza si concretizza nella difficoltà dei vari step. Ogni certificato deve essere registrato “manualmente” dagli Uffici dei Monopoli e, poi, inserito nel terminale per poter poi confluire nel serbatoio e solamente a Roma i diritti da inserire risultano ad oggi diverse migliaia. Il che comporta un inevitabile “collo di bottiglia” che si viene a creare soltanto in questa prima fase. In tale frangente i Monopoli hanno dovuto fare una scelta repentina ed è stata quella di mettere a disposizione un numero leggermente inferiore, rispetto alla reale disponibilità contabilizzata, e questo per poter garantire una distribuzione dei titoli più equa possibile e, sopratutto, con l’obbiettivo di non trovarsi con il “basket” in qualche modo “prosciugato” e non poter, quindi, soddisfare le richieste dei concessionari.

Ovviamente, i Monopoli ed il miglior casino online in queste procedure imposte dalla Legge di Stabilità di quest’anno, stanno “facendo i salti mortali” per poter sveltire il più possibile le procedure, per aiutare i concessionari nelle varie difficoltà che possono incontrare con la modulistica e nel mettere in pratica tutti gli adempimenti necessari e per non far “scadere” titoli che potrebbero essere utili. Ma tutta questa solerzia da parte dei Monopoli non è sufficiente per bypassare la bagarre che si è venuta a creare con questi Noe. E pensare che non sarà poi finita qui. Nel prosieguo del tempo vi saranno ulteriori incombenze ed altre procedure che si affacceranno e che dovranno essere affrontate dal mondo gioco.

Con tutta onestà, sembra che tutti stiano facendo “la loro parte”, con qualche perplessità e con qualche complicazione, ma che ormai stia diventando anche questa una operazione di routine alla quale gli operatori si sono abituati. Di certo, l’impatto ed i primi tempi non sono stati facili da affrontare, c’era realmente tanta confusione e, sopratutt,o poca chiarezza nelle norme, ma con l’andare del tempo tutto si è quasi “meccanizzato” ed ora i risultati potrebbero anche accontentare… considerando come si è realizzata la partenza di queste procedure.

Mettiamoci per un attimo nei panni degli operatori del gioco e negli operatori di siti di casino che si sono visti stravolgere il loro habitat, hanno dovuto accettare la riduzione della distribuzione, dell’offerta, degli orari, hanno dovuto combattere con ogni “forma di concorrenza” sul territorio (vedesi i centri di trasmissione dati sanati e non ancora collegati alla rete), che pone in essere una sorta di speculazione “maligna” nei confronti degli operatori leciti che devono ancora combattere per restare a galla, mentre i Ctd sanati possono offrire, lo si ribadisce ancora una volta, prezzi e prodotti più vantaggiosi per i giocatori mentre la legalità di interessante ed accattivante può offrire solo “confusione e poche certezze”.

La Legge Delega ha fatto discutere sin dal principio gli operatori del mondo del gioco d’azzardo pubblico, sta facendo discutere anche ora, sopratutto dopo lo slittamento dei lavori e la conseguenza è lo stato di agitazione che si “aggira” nell’intera filiera. Vi sono ben validi motivi “per essere agitati” e non ultimo la definizione della nuova generazione di apparecchi da intrattenimento che sembra proprio convogliata verso le “mini-vlt”. Queste nuove “famigerate macchinette”, con accesso e controllo da remoto, dovrebbero sostituire le attuali già a decorrere dal 31 luglio 2017 e questo comporterà un’evoluzione tecnologica particolare poiché gli attuali apparecchi saranno integralmente sostituiti da congegni che “in analogia” con le vlt viaggino su remoto.

Sarà un decreto ministeriale a dettare queste tappe… e da qui non si “scappa”. Quindi, non da decreto dell’Agenzia delle Dogane, ma da un decreto ministeriale ed è questo che preoccupa profondamente in relazione ai tempi per tutti gli adempimenti che gli operatori dovranno affrontare. La Delega potrà essere pubblicata in Gazzetta entro il prossimo giugno 2015, e per rispettare le linee dettate dal Governo le regole tecniche dei nuovi apparecchi dovrebbero essere scritte in pochi mesi, visto che ogni Awp dovrà essere rimpiazzata da una “mini Vlt” tenendo anche conto che tali “macchinette” dovranno essere costruite ed omologate insieme alle piattaforme. Questo, comporterà un primo “spauracchio”: la conquista del nostro mercato da parte dei grandi produttori internazionali che dovranno semplicemente adattare il proprio prodotto vlt al nuovo segmento di mercato e non certamente costruirlo ed omologarlo.

Quando si parla del mondo del gioco si rivelano sempre cose negative, pessime e di “orribile” impatto sociale: quando vi è un evento positivo, quindi, bisogna farlo “risuonare in modo altisonante” per dare la giusta collocazione dell’impegno che l’industria del gioco intrattiene sul territorio. Il Lotto, gioco amatissimo da tutti, si schiera come partner del Museo Novecento, nuovo museo fiorentino dedicato all’arte del secolo scorso nel nostro Paese, e conferma il proprio impegno a sostegno e supporto dell’arte e della cultura. In occasione dell’apertura del Museo, il Gioco del Lotto sabato 28 e domenica 29 giugno aprirà il museo a tutti offrendo visite guidate e laboratori “Io Gioco con l’arte” predisposti per le famiglie ed eventi con intrattenimento musicare destinati ad avvicinare i giovani all’arte: l’ingresso a queste iniziative sarà libero e gratuito sino ad esaurimento dei posti.

Questa partnership con il Museo Novecento è strettamente connessa alla stessa storia de Il Gioco del Lotto che è da sempre legato all’arte ed alla cultura: infatti Papa Clemente Xii, sin dal settecento, decise di destinare i proventi del Lotto alla costruzione di opere architettoniche di utilità pubblica, come la Fontana di Trevi a Roma. Il rapporto ed il legame tra il Lotto ed i beni culturali si è consolidato sempre di più sino a che, nel 1996 con l’introduzione della seconda estrazione settimanale, una parte dei proventi è stata destinata al Ministero per i Beni e le Attività Culturali per il recupero e la conservazione del nostro patrimonio artistico.

Certamente sembra “brutto” dire che alcuni giochi sono più patologici di altri… ma dato che ci siamo sempre espressi sul fatto di rispettare le statistiche -se fatte con coscienze e da persone qualificate- che possono dare un quadro generale da tenere presente e da confrontare con l’andare del tempo e con il periodo “storico” che stiamo vivendo. Abbiamo un dato statistico che rispettiamo e vogliamo commentare molto brevemente: i giochi che sembrano caratterizzare maggiormente la categoria dei giocatori sono “le scommesse ai cavalli, il gioco in borsa, le slot machine, ilbiliardo ed altri giochi di abilità per danaro come il Golf”. Questi giochi, e le slot machine sono “sempre segnalate”, sembrano essere praticati più frequentemente dai giocatori patologici rispetto ai non patologici ed a quelli a rischio.

Ad esempio le scommesse sui cavalli sono un gioco che comporta un coinvolgimento emotivo forte se viene praticato all’interno del suo contesto naturale -l’ippodromo- e prevede oltre tutto il fatto di dedicare molto tempo al gioco. Le scommesse sono un tipo di gioco che viene praticato molto di piùdai giocatori patologici, ma anche dai giocatori a rischio ed anche da quelli occasionali e non patologici. Quello che emerge da questa ricerca, e che fa indubbiamente riflettere, è che i comportamenti di gioco d’azzardo si associano ad altri comportamenti di dipendenza da sostanze e/o da alcool: quindi, un ridimensionamento dell’offerta di gioco, una promozione sulla prevenzione per contrastare il Gap, vanno indubbiamente accompagnati da una “corposa” riduzione della pubblicità che viene rivolta principalmente ai giovani.

Dopo un quadro assai problematico dei casinò italiani, il Governo torna ad occuparsi di società partecipate dagli enti locali e, quindi, anche quelle che gestiscono le quattro Case da Gioco tricolori e nel tanto nominato Def di questi giorni si legge come “per quanto riguarda le aziende pubbliche partecipate, si attueranno, a valle della valutazione dei piani di razionalizzazione consegnati dai singoli enti locali, interventi legislativi mirati a un’ulteriore razionalizzazione e miglioramento dell’efficienza delle aziende partecipate”. Da questo si potrebbe anche ipotizzare la nascita di una società unica di gestione dei quattro casinò, sia statale con partecipazione dei Comuni o viceversa. Il Def si dilunga anche sulla riforma delle partecipate non senza ricordare che la “Legge di Stabilità 2015 stabilisce un incentivo agli enti locali (ed altri enti pubblici proprietari di partecipate) a vendere le partecipate consentendo loro di utilizzare le risorse derivanti dalla vendita per investimenti”.

La legge richiede la presentazione di un piano di razionalizzazione delle partecipate seguendo linee guida tipo la chiusura di partecipate senza dipendenti o con numero di amministratori superiore al numero di dipendenti, l’aggregazione delle aziende dei servizi locali volta ad incrementarne l’efficacia. A Venezia l’opera di riorganizzazione delle partecipate è già stata avviata: il commissario prefettizio Vittorio Zappalorto ha più che dimezzato il loro numero e per quanto riguarda la società che controlla al 100% il gioco è stata disposta la sostituzione dell’attuale consiglio di amministrazione con un unico amministratore. Forse “i giochi” per i casinò tricolore… sono iniziati: rien ne va plus.

Il Comune di Imperia ha imposto, con un’ordinanza del Sindaco, l’orario di funzionamento degli apparecchi da intrattenimento (gioco d’azzardo) fra le 10 e le 23: a tale orario un gruppo di esercenti si è opposto rivolgendosi al Tar della Liguria che con questa motivazione ha respinto il relativo ricorso: “La libertà di iniziativa privata non può sovrapporsi ad uno dei principi super primari quale la tutela della salute stabilito dall’art. 32 della Carta Costituzionale”. Quindi, anche in Riviera Ligure la battaglia (anzi la guerra) è aperta contro le sale da gioco e si mette in coda alle tante regioni che a “spada tratta” combattono il mondo-gioco limitandone, in ogni caso, la distribuzione e…quasi l’esistenza: anche lì vita dura,quindi, per le attività che attengono il gioco e che in esso speravano di impiegare le proprie risorse, gli sforzi personali ed i propri investimenti.

Sembra che in Liguria la dipendenza patologica da gioco della popolazione sia passata da una percentuale dello 0,5 a quella del 2,2% e che il 54% di tutta la popolazione del Comune di Imperia abbia giocato almeno una volta negli ultimi dodici mesi con una slot machine: di questi dati statistici il Comune di Imperia non poteva tenere conto agendo di conseguenza e cercando di “limitare i danni”. Questi sono i capisaldi della motivazione del Tar che ha tenuto in forte considerazione l’intervento del Comune e l’ordinanza relativa agli orari emessa indubbiamente al fine di salvaguardare la salute dei propri cittadini e il meraviglioso ambiente in cui gli stessi vivono.